ITTI&CO, la pescheria con cucina in salsa mediterranea che ti fa sentire in vacanza

Uscire a cena per staccare la spina. Per ritrovarsi per qualche ora a vivere le atmosfere, i profumi e i sapori di quando si è in vacanza. Varcando la soglia di Itti&co – Pescheria con Cucina si parte per un emozionante viaggio di gusto come quando si decide di consumare un pranzo o una cena in una location affacciata su una bella spiaggia del Mediterraneo, tra convivialità e relax fra amici, in famiglia o con la dolce metà.

Un concetto che viene ripreso anche dalla proposta gastronomica di Itti&co che in ogni piatto rende omaggio a tradizioni culinarie delle cucine del Mare Nostrum, dalla Grecia alla Sicilia, dal nord Africa alle Baleari, e che si percepisce in ogni angolo del ristorante di via Morosini. Dagli arredi alla mise en place, fino alle pareti in porcellana bianca tutte finemente decorate con accattivanti disegni marini, tra sirene e personaggi mitologici dallo stile fantasy old school, realizzati in esclusiva per Itti&co dal noto artista e tatuatore PB in varie nuances di blu.

Il tutto proposto con un’innovativa formula di pescheria urbana “à manger”, dove il cliente ammira il pesce fresco da un bancone come in una classica pescheria e decide, o si fa consigliare, il tipo di cottura per gustarlo al meglio. Alla griglia (con spennellata di olio EVO e salsa greca tzatziki), fritto (con farina di riso e farina di grano tipo 0, fritto in olio di semi di arachidi, servito con salsa tartara), in pastella (fritto in tempura, servito con salsa tahina), spadellato con erbe del Mediterraneo, sautè (con vino bianco o rosso, olio EVO, aglio, peperoncino e basilico fresco, servito con crostone di pane casareccio) o gratinato (con panure Classica aglio e prezzemolo o Aromatica con pomodoro e origano) servito con pesto di melanzane e mandorle.

Per gli amanti dei crudi ci si può sbizzarrire con le disponibilità del pescato del giorno (cappesante, gamberi rossi, scampi, ostriche, fasolari, canolicchi) oppure farsi tentare da sashimi o tartare di salmone, tonno, ricciola e branzino scegliendo il preferito nei formati da 80-140 gr. oppure in degustazione da 200 gr.

Altra specialità sono i Pinchitos, spiedini di pesce proposti in più ricette, come: gamberi, polipetti e verdure alla griglia (zucchine, melanzane e peperoni); calamaro con panure di aglio e peperoncino, pane panko e prezzemolo; o gamberi, zucchine e basilico, fritti in tempura.

Infine come in ogni pescheria anche tanti piatti da gastronomia, dal baccalà mantecato all’insalata di polpo, secondo stagione e fantasia dello chef.

Ogni piatto è disponibile anche da asporto ma gustarlo nelle sale di Itti&co regala quel meraviglioso momento di condivisione e relax in stile vacanziero che molti ricercano, tra selezioni musicali ricercate in stile marittimo, con un calice di vino, cocktail classici o con una “copa” di sangria bianca a base di spumante Extra Dry Cuvée o Rosato, specialità della casa.

Da Itti&co non manca il classico appuntamento con l’aperitivo che, dalle 18.30 alle 20.30, prevede drink a 5€, da accompagnare ad assaggi dei piatti della gastronomia, dal fritto del giorno ai pinchitos, dai crudi e cotti ai piattini di salmone marinato con mostarda di pere o fagottini di baccalà al prosecco al costo di 3/4€.

Itti&Co rappresenta anche un'ottima soluzione per organizzare cene aziendali, feste di compleanno o eventi privati, grazie ad una capienza che può raggiungere le 150 persone e grazie alla modulabilità degli spazi che consente di creare privè, tavolate e zone dedicate delle più diverse dimensioni. Si può personalizzare ogni dettaglio anche a livello gastronomico, con proposte e menù dedicati sia per cene che per aperitivi, buffet o pranzi di lavoro.

Itti&co
Via Emilio Morosini 19
20135 - Milano
tel. 02.49716516

Chiuso la domenica

Orari cucina: dalle 12:30 alle 15 a pranzo, dalle 18:30 alle 24 la sera

Aria di Natale da Cerdini & Quenardel

Originalità, qualità ed eccellenza. Da Cerdini & Quenardel è tutto pronto per il periodo delle feste.

Dagli alberi di Natale in cioccolato alle confezioni regalo componibili ad hoc, passando naturalmente per gli champagne J.H. Quenardel e tutti gli altri prodotti del nuovissimo brand. Tutto realizzato artigianalmente.  A Natale, nel nuovo concept store di via Cusani, i food & wine lovers sapranno come sbizzarrirsi.  

Cerdini & Quenardel è infatti il nuovo punto vendita, inaugurato lo scorso ottobre a Milano, che – grazie all’unione di due storici marchi e all’expertise delle loro famiglie – unisce per la prima volta nel panorama italiano una gelateria, una champagneria e una cioccolateria, dando vita ad una vera e propria boutique di prodotti artigianali.

Una proposta unica che, anche in occasione del Natale, sfrutta il pairing vincente tra gli Champagne J.H. Quenardel e i prodotti d’alta pasticceria della Maison Beatrix per creare idee regalo originali e innovative, perfette per gli amanti del gusto e della raffinatezza.

E così, forti della maestria e del savoir-faire unico che contraddistingue i due brand, nascono alcune delle confezioni regalo pensate appositamente per le feste natalizie, come la “Champagne Blanc de Blancs, cioccolato e Marron Glacé”, la “Champagne Brut & Cioccolato”, la “Champagne, cioccolato e Macaron” o la confezione “Double Champagne & Cioccolato”.  Confezioni regalo eleganti e di classe, realizzabili su misura e disponibili in vari prezzi e dimensioni, che raccontano in un box tutta la qualità e la creatività, e quel mix di tradizione e modernità, alla base della nascita del concept store.

Ma per entrare davvero nell’atmosfera natalizia, Cerdini & Quenardel propone inoltre ai suoi ospiti gli speciali alberi di Natale in cioccolato assortito che, secondo un’antica tradizione di famiglia, vengono realizzati dal Maestro Pasticcere G. Cerdini esclusivamente durante la notte perché si dice che solo così diventino magici.

Infine, l’ospite avrà naturalmente a disposizione anche tutti gli altri prodotti artigianali della gamma Cerdini & Quenardel, con la certezza di poter contare su materie prime da agricoltura biologica o sostenibile selezionata tra i migliori produttori, sull’assenza di additivi o conservanti e su una produzione totalmente interna. Il nuovo concept store rappresenta inoltre il primo negozio monomarca di Champagne J.H. Quenardel e garantisce sempre la vendita diretta di prodotti artigianali e di alta qualità.

Apre a Milano il primo ristorante vichingo d'Italia: Valhalla, La brace degli dei

I vichinghi sbarcano sui Navigli: ha aperto il primo ristorante vichingo italiano a Milano in via Ronzoni 2 a pochi passi dalla Darsena.
Selvaggina cotta alla brace o con la tecnica della bassa temperatura per quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese.
Un’approfondita ricerca sull’alimentazione delle antiche popolazioni nordiche, hanno portato alla definizione della carta di Valhalla: il focus è sulla selvaggina, che veniva cacciata tutto l’anno e sui pochissimi capi che erano allevati e uccisi poco prima dell’inverno, perché non sarebbero sopravvissuti alle temperature così rigide, come i vitelli, maiali e agnelli. La cottura era effettuata con le braci o bollita, che oggi viene riproposta con le tecniche moderne.
Ogni piatto del ristorante Valhalla, il paradiso dei guerrieri valorosi del nord, ha un divertente nome vichingo che richiama la mitologia di Odino. L’idea è di due giovani imprenditori: Igor Iavicoli (32 anni) e Milena Vio (28 anni), già gestori del Vinyl Pub in zona Isola, appassionati di mitologia nordica.
Anche il logo, il mitico Valknut, o nodo di Odino, rappresentato con tre triangoli intrecciati, è un cameo dei nove mondi mitologici norreni.
L’atmosfera ricorda con pelli, elmi e scudi quella dei popoli nordici e dei palazzi dell'Ásgarðr, il Valhalla appunto, dimora eterna per gli eroi caduti gloriosamente in battaglia.
In sala Diego Borella, 32 anni, che seleziona idromele, birre artigianali e piccoli produttori di vino e in cucina lo chef Mauro Molon, 34 anni, con importanti esperienze in hotel di lusso.
 
Le proposte:
 
Ullr, la tartare di cervo, Gulltopp gli sfilacci di cavallo marinati, Himinhrjodhr il  midollo di manzo gratinato, Tanngnjostr la tagliata di capriolo, Hildsvin il
cinghiale alla birra, Vedhrofolnir la quaglia al ginepro: sono solo alcuni dei piatti che sono stati reinterpretati dagli usi culinari degli antichi vichinghi, rivisitati e presentati in chiave gourmet per gli appassionati di carne alla brace di Milano. Per gli appassionati di hamburger è imperdibile Dainn, il burger di cervo con crema di zucca e carciofo, mentre per i “più valorosi” è consigliata Yimir ovvero il Tomahawk (per almeno 2 persone). Ma ci sono proposte nordiche anche per i vegetariani come Bifrost, il carpaccio di rapa rossa con seitan affumicato o Nidhafioll, le polpette di ceci in salsa con carciofi.
 
 
Il design:

Dalla Terra di Mezzo di Milano (il cosiddetto mondo sensibile del Miðgarðr) i clienti entrano nel mondo sospeso del Valhalla, che secondo la mitologia è composto di muri fatti con le asce dei guerrieri più valorosi e panche ricoperte di armature e vesti dei combattenti per banchettare con carne di cinghiale, bere idromele e coppe di birra distribuite dalle Valchirie, questa è l’atmosfera evocativa a cui si è ispirato il primo ristorante milanese dedicato al mondo vichingo, a due passi dai Navigli studiato dall’architetto Andrea Murciano e dal designer Giampaolo Morelli.
 

Gli orari di Valhalla:
Dal martedì al sabato dalle 19 alle 23
Domenica dalle 12 alle 15
Lunedì chiuso

Contatti:
Valhalla
Via Gaetano Ronzoni 2
20123 Milano
Telefono 02 8404 1503
valhallarestaurantmilano@gmail.com

PAUSA: YOUR ITALIAN BREAK
Pasta – Pizza – Gelato & More

Apre il prossimo 29 Novembre Pausa “YOUR ITALIAN BREAK”, il primo “taste of Italy”: un format che raggruppa tutto il meglio dell’Italia per andare all’estero, realizzato da italiani.
Pausa nasce a Hong Kong nel 2013 con un temporary restaurant, proponendo pizza, pasta, gelato e caffè selezionando piccoli produttori artigianali italiani, ed il “break” italiano piace subito. “Simple, easy, fun, healthy, artisanal and sustainable”.
Ecco i nostri punti di forza racconta l’imprenditore Marco Cattaneo.  Dopo una vita da manager in una multinazionale con il leit motiv di “take a break from a busy day”, e una tradizione nel sangue tramandata dal nonno Agostino, proprietario della Trattoria Erbe a Tortona in attività dal 1940 al 1970,  ha deciso di fondare la sua Pausa, il casual restaurant perfetto dopo una pausa di shopping a due passi dal Duomo, in via Cesare Correnti al N. 28.
“La dieta mediterranea è un modello nutrizionale riconosciuto nel 2010 dall’ UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità: ecco perché quando ci siamo trovati in Asia abbiamo pensato di proporre un modello di ristorazione che la rispettasse, perfetto anche per chi dispone solo di una pausa veloce. Vogliamo esportare la nostra mediterraneità” racconta Cattaneo, “ma con un format italiano, improntato all’internazionalità, fino ad oggi proposto all’estero quasi interamente da operatori stranieri”.
 
Perché il ritorno in Italia? “Durante l’esperienza a Tutto Food, dove abbiamo partecipato in qualità di start up nel mondo del cibo, in contemporanea al periodo di Expo, molti ci hanno chiesto perché non aprire in una città internazionale come Milano, punto di partenza per Pausa in Europa, dopo l’Asia, e così è stato” racconta Marco Cattaneo. “Una cucina al 100% italiana con un occhio internazionale, progettata e proposta in Italia per approdare all’estero”.
“E infatti mi piace dare la possibilità a chi ci viene a trovare di rimanere quanto vuole, di leggere, studiare, lavorare con il wi fi aperto e inoltre abbiamo dedicato un’intera sala con divanetti dedicata al relax e alla lettura”. E come ogni format c’è la possibilità del take away e di far recapitare tutte le proposte a casa tramite i servizi di delivery.
 
Le proposte:
Pasta in Box: pasta fresca in tre tipologie (lunga, corta, ripiena) e con diversi sughi tra classici (pomodoro, arrabbiata, burro e salvia), deliziosi ( pesto, ragù ) e tentazioni (cacio e pepe, salsa di noci, funghi porcini).
Pizza: lunga (da circa 33 cm, da condividere), al trancio o alla romana con 48 ore di lievitazione.
Caffè: si è scelto un piccolo produttore a km zero, COfficina, che valorizza il caffè, come vuole il mercato oggi.
Gelato: si è scelto di ricreare quell’atmosfera internazionale con il gelato espresso, che risulta più leggero, divertente  e digeribile del classico.
 
Il design:
L'architetto Roberto Ulzi racconta come si sia ispirato al nome per disegnare gli spazi: “Ho voluto ricreare degli ambienti in cui ricavarsi una Pausa nell'intensità della vita quotidiana, che dessero la sensazione di un ritmo più tranquillo nella frenesia delle metropoli (a partire da Milano per sbarcare in tutto il mondo). Per questo ho voluto dedicare degli spazi importanti alle persone. E in più, giocando con tratti autentici e materiali caldi, ricreare quella genuinità tipica delle trattorie, mantenendo però un ambiente che guarda all'estero: una Little Italy in Pausa”. Una linea semplice e minimale, che metta a proprio agio chi viene da Pausa. Un locale a più velocità: dall'ingresso, per chi ha una breve pausa, con sgabelli veloci, fino alla parte più profonda del locale, dedicata unicamente alla lettura, con tanto verde pensile. Quindi uno spazio semplice, easy ma accogliente, in modo da contenere un prodotto di ristorazione ampio, che va dalla colazione alla cena, con la stessa calda accoglienza con cui un italiano all'estero può accogliere un compaesano.

Gli orari di Pausa:
7.30-22 lun-gio no stop
7.30-24 ven e sab no stop
Domenica chiuso


Contatti:
Pausa
Via Cesare Correnti 28
20123 Milano
Numero telefono 02 3668 4972
Mail info@pausa.com

Rilancio al ristorante Tre Cristi Milano: Franco Aliberti è il nuovo executive

Cambio di chef al ristorante Tre Cristi Milano nel quartiere futurista di Porta Nuova Varesine: Franco Aliberti lascia il ristorante stellato La Preséf in Valtellina per approdare a Milano, prendendo il posto di Dario Pisani e, prima ancora, di Paolo Lo Priore.
Lo chef, classe 1985, arriverà il prossimo 14 novembre proponendo una cucina tutta sua, improntata all’ottica dell’esaltazione delle singole materie prime, presentate in diverse consistenze e sfruttando tutte le parti commestibili di frutta e verdura,  in un puro “gioco di apparenze”, che inganna i sensi con giochi visivi e gustativi.
“Oggi mi sento pronto per approdare su una piazza importante come quella di Milano, vedo finalmente concretizzarsi il sogno di gestire un ristorante in autonomia dando il mio stile e la mia filosofia a una cucina che, rimanendo puramente gourmet, sarà attenta alla sostenibilità ambientale, utilizzando integralmente materie prime povere e riutilizzando anche le parti meno nobili delle stesse. La mia squadra sarà la mia nuova famiglia” racconta Franco Aliberti.

I MENU

Due i menu firmati dallo chef:
“In Città”: 8 portate che sono un omaggio di piatti a Milano, dedicati non solo ai prodotti della tradizione, ma anche alle persone che hanno "arricchito" la città, proponendo un cambiamento.
“A Due Passi da Milano”: 10 portate per un menu attento al cambio delle stagioni che raggruppa tanti piccoli produttori di nicchia, segnalando per ciascun piatto gli ingredienti e la distanza dalla città.

Sorpresa, divertimento e illusioni sensoriali che vengono esaltati da una studiata linea di oggetti di design che hanno come fonte ispiratrice lo skyline e la tradizione milanese: un piccolo tram, come nell’immaginario collettivo di una Milano anni Cinquanta, sarà il veicolo per portare agli avventori una delle prime portate, quasi fosse un ingresso alla città.
“Uno studio sui piatti che vede protagonista il singolo ingrediente, bilanciato al massimo da altri due di supporto, perché amo colpire con la semplicità più che con la complessità, reinterpretando anche un semplice broccolo con  una vena giocosa,  senza perdere  di vista la sostanza del piatto” spiega Franco Aliberti. “Ho una visione da pasticcere: tutto deve essere catalogato al millimetro per essere perfettamente replicabile in ogni momento e da ognuno. Un esempio: la pasta al pomodoro è la classica ricetta non scritta. Per me deve essere scritta anche quella, con tutte le possibili variazioni. Questo è un pensiero da pasticcere”.
 
La sua formazione come pasticcere prima e come patron poi, gli ha assicurato un approccio che guarda all'efficienza e all’organizzazione; la sua innata curiosità e voglia di sperimentare hanno invece trovato infiniti stimoli nei prodotti di qualità e nelle moderne tecniche di cottura, ma anche il ritorno all’uso di cucina ancestrale, materica, come quella della griglia, che saranno garanzia di una cucina personale e decisamente creativa.
 
LE ESPERIENZE DELLO CHEF
 
Tra le esperienze più importanti dello chef-pasticcere quella da Massimo Spigaroli all’Antica Corte Pallavicina, poi da Massimiliano Alajmo a Le Calandre di Padova, dove ha la possibilità di confrontarsi con professionisti del calibro di Gianluca Fusto; quindi è la volta dell’Erbusco di Gualtiero Marchesi, con cui collabora anche all’apertura del Marchesino a Milano. A seguire, l’esperienza pregnante presso il ristorante Vite di San Patrignano, per il progetto che si focalizza su un proposta educativa della comunità. Nel 2012 entra a far parte della brigata di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, mentre nel 2014 apre il suo ristorante a Riccione, EVVIVA, dolci e cucina a scarto zero, sua cifra stilistica, prima di affiancare l’attuale chef Gianni Tarabini a La Preséf,
all’interno dell’Azienda Agricola de “la Fiorida” a Mantello, in Valtellina.
 
I PREMI
 
Numerose le esperienze alle spalle di Aliberti, la cui carriera è costellata da una serie di riconoscimenti importanti: nel 2010 vince il premio come miglior Chef Pasticcere per la Guida Identità Golose e nel 2011 per la Guida ai Ristoranti d’Italia de Il Sole 24 Ore; nel 2012 riceve il premio come Miglior Chef Under 30 dalla Guida Identità Golose.
Al termine degli studi, lavora a Parigi nel ristorante di Alain Ducasse, dove si forma attraverso il rigore della scuola francese. Dopo un anno, tornato in Italia, collabora con Gualtiero Marchesi all’Alma, dove conosce e collabora con Corrado Assenza, Gino Fabbri e Leonardo Di Carlo.
 
IL LOCALE  

Un ristorante che punterà l’attenzione, anche nell’estetica,  all’ingrediente, nel piatto, sul piatto e nel design, regalando un’esperienza a tutto tondo: si mangia giocando, anche grazie a un innovativo set di ceramiche e posate che delineano  un percorso tattile che amplifica tutti i sensi. “Giocheremo con le apparenze: non sempre quello che si osserva è simile al gusto che il nostro cervello immagina di provare, ci piace giocare su questa discordanza” commenta Franco Aliberti, che intratterrà gli ospiti dei suoi 35 coperti.
 
Per informazioni e prenotazioni presso il ristorante
Via Galileo Galilei, 5
angolo via Marco Polo
20124 Milano
tel. 02 29062923
info@trecristimilano.com
trecristimilano.com

La pizza verace napoletana a Melegnano

A pochi passi dal castello mediceo di Melegnano, ha aperto 12 mesi fa il sogno di Francesco Saggese, classe 1987 un background di 15 anni in cucine di alto livello, ma un sogno nel cassetto: quello di aprire una pizzeria verace napoletana ma con spunti gourmet. Ed è proprio grazie al connubio tra le origini partenopee e le esperienze nelle cucine di ristoranti che è nata 081, come il prefisso napoletano. “Ogni napoletano quando mangia una pizza la critica, la esamina, la loda: la passione per la pizza per chi nasce a Napoli è innata” racconta Francesco Saggese, “per noi si tratta di una cosa sacra, non è un semplice sfamarsi ma un rito, una tradizione”. E per i più gourmet il lunedì sera saranno previsti due menu degustazione: classico (a 22 euro) e moderno (a 26 euro) bevande escluse: antipasto, due pizze mignon e il dolce.

Pizza:
Si lavora sugli impasti a lunga maturazione , dalle 24 alle 36 ore, in base all’umidità e alla temperatura, con l’obiettivo di realizzare sempre una pizza di qualita. L’ impasto è quello classico napoletano, realizzato utilizzando lievito madre e  farina macinata a pietra Molino Quaglia.
 
Le pizze hanno rigorosamente nomi partenopei: da ‘A Margherit, A’ Bufal, A’ Norma, fino a passare alle specialità come la 081 (pomodorini gialli di Corbara, alici di Cetara, olive taggiasche, scaglie di caciocavallo, basilico e olio evo), la Napoli 2.0 (pomodorino giallo, pomodoro corbarino, alici di Cetara, origano e olio evo) o la Pistacchio e Murtadell. Oppure le stagionali come “la tartufo”  con crema di tartufo bianco,  funghi porcini,  fior di latte di Agerola , tartufo nero a scaglie e parmigiano reggiano 24 mesi o “la zucca” con cremadi zucca del nostro orto, provola affumicata al naturale, salsiccia, funghi porcini e olio al rosmarino. Una pizza tipicamente napoletana con derive moderne: dai 6 euro per la margherita ai 13 euro per la tartufo.
 
Gli ingredienti sono selezionati e provengono direttamente da Napoli: dal Pomodoro San Marzano DOP, al fior di Agerola, dai pomodori gialli di Corbara alla salsiccia di maialino nero di Caserta ai capperi di Salina, Bufala campana di Battipaglia. Tutte le erbe ma anche la zucca, provengono dall’orto di famiglia, coltivate a pochi proprio nel paese di Melegnano.
 
Oltre alle pizze anche qualche sfiziosità partenopea: il panuozzo, il cuoppo (mozzarella in carrozza e frittatine di pasta) o la burrata con pomodorini e rucola. Tra i dolci non possono mancare il babà, la pastiera napoletana e la torta caprese con salsa al limoncello, una cheese cake “napoletanizzata” con alla base un babà al  rum al posto dei biscotti.

 

Pizzeria O81
Via Castellini 31
20077 Melegnano (MI)
+39 375 538 8889
informazioni@081pizzeria.com
PRANZO 12:00 - 15:00, CENA 19:00 - 23:30
Chiuso il martedì

FILZ: Spiedini&Cocktails
 
Filz torna con la sua proposte che sanno di autunno. Sono 16 le nuove proposte di spiedini creativi affiancati da una nuova lista cocktail d’autore. Da quello al tartufo (rocce di riso, crema ai porcini, tuorlo d’uova di quaglia marinato e tartufo nero), al reale di manzo e porcini, fino all’involtino di verza e pancia di suino lucano. Così anche i cocktail hanno un sapore d’autunno, come l’ Espresso Martini d’ Autunno realizzato con vodka infusa in anice stellato, caffè e marmellata di castagne o il rotondo Bittersweet Panama Cognac con zolletta di zucchero, bitter aromatizzato al cioccolato, panna aromatizzata alla vaniglia.
 
FILZ
 
Da Filz il marchio di fabbrica è lo spiedino in tutte le sue divertenti declinazioni, anche le più insospettabili, fedelmente affiancato dalla una drink list che ne esalta i sapori.
 
Filz è il luogo ideale dove poter cenare e stuzzicare fino a tardi, anche dopo teatro (a pochi passi dal Teatro Carcano).
 
L’idea nasce da un ritorno alle origini dei tre soci, dopo anni trascorsi all’estero.
L’Asia, col suo streetfood,  ha suggerito la forma, l’Italia fa da base per la materie prime, il resto del mondo offre una miriade di spunti per mettere a punto gli spiedini di Filz. La filosofia del “saper bere” metropolitano fa da cornice a tutto il quadro.
 
Le proposte:
L’offerta si compone di 16 proposte soggette a stagionalità degli ingredienti, da ordinare singolarmente alla carta o in combinazione. Tra gli spiedini più particolari troviamo lo spiedino formato da bocconcini fritti di coda di rospo marinata, lo gnocco di patate viola e gambero , la pancetta tesa speziata con funghi shimeji e castagne.
Ma Filz è anche un cocktail bar: sono 11 i drink in carta proposti per quest’autunno per la maggior parte  studiati solo per il locale.  Tra i più divertenti il Viola Aromatico, l’Aperitivo del Dott. Cast e il Daiquiri al Pepe di Sichuan.
 
 
Il locale:
E’ un piccolo cocktail bar dai colori oro e amaranto. Ci si siede comodamente a bancone su sgabelli imbottiti color mogano. Sulle pareti c’e’ un marmo che ha visto tutto il XX secolo di questo piccolo locale in Porta Romana , sdrammatizzato da un’ironica parete cipria con pois amaranto firmata Le Corbusier.
Divertenti oggetti da scoprire si specchiano nell’ottone del locale.
 
Orari:
Lun-Gio 18:30-01:00
Ven-Sab 18:30-02:00
Dom Chiuso
 
Contatti:
FILZ- Largo della Crocetta 1
info@filzmilano.com
www.filzmilano.com

L’ESSENZA DEL MARE A MILANO

Il ristorante VIVO, situato nella foodhall di CityLife, nuovo shopping district milanese, si distingue per una formula innovativa che coniuga modernità e tradizione.

Per comprendere a fondo cos'è il ristorante VIVO, bisogna partire dal mare. Ribaltare la prospettiva e guardare sotto la superficie, immergersi nelle sue profondità. Per la Famiglia Manno, pescatori dal lontano 1904, il mare è il punto di congiunzione con le proprie radici e rappresenta l’ingrediente principale del ristorante VIVO, dove ogni giorno l’antico sapere dei pescatori si trasforma in piatti autentici, che ne svelano tutto il gusto.

 

Passione, tradizione ed esperienza si esprimono nella capacità di valorizzare il pesce fresco dell’Argentario, pescato ogni notte da più di 20 pescherecci di famiglia e trasportato ogni giorno a Milano per arrivare in 12 ore sulla tavola del ristorante VIVO. È questa la forza della filiera corta che dà la possibilità agli appassionati di gustare ogni giorno pesce, crostacei e frutti di mare freschissimi.

 

Grazie all’approvvigionamento quotidiano di materie prime di altissima qualità, il menù del ristorante VIVO varia di giorno in giorno con una proposta molto essenziale e sempre sorprendente, di tre antipasti, tre primi piatti e tre secondi per incuriosire e soddisfare i palati più esigenti.

 

Valorizzare la sostanza riscoprendo anche pesci meno conosciuti, ma spesso mangiati sulle tavole dei pescatori, proposti con ricette tipiche della tradizione Argentarina, questo è il segreto dei piatti di pescato del ristorante VIVO.
Altra specialità da intenditori che amano la seduzione del mare è il crudo con crostacei, provenienti dalle paranze di famiglia nell’Argentario e ostriche Roman’s degli allevamenti francesi di proprietà oltre a un ricco assortimento di frutti di mare che cattura i sensi con i suoi profumi e sapori.

 

Il ristorante VIVO, con i suoi 240 metri quadrati e i 100 coperti, di cui 25 nel dehors, con affaccio sul parco di CityLife, colpisce anche per il suo design accattivante. Simbolo ed emblema è un gozzo storico, una barca in legno lunga 7 metri, tipica della tradizione Argentarina, che ha solcato il mare per oltre 40 anni. Sapientemente ristrutturato da maestri d’ascia, il gozzo è posizionato all’ingresso per far immediatamente percepire ai clienti l’amore per il mare della Famiglia Manno.

 

Il gozzo, ospita ostriche, bulots, percebes, orecchie di mare, tartufi, limoni di mare, amandas, clams e cozze pelose, che possono essere gustati direttamente al gozzo o al tavolo e offrono al cliente un viaggio esperienziale anche grazie ai preziosi suggerimenti dell’ostricaio che rendono ogni boccone un’esperienza organolettica indimenticabile.

 

Uno dei valori imprescindibili di VIVO è il rispetto per il mare e per l’ambiente che si esprime attraverso la certificazione di Friend of the Sea, una delle principali ONG internazionali che garantisce alti standard di sostenibilità per i prodotti derivanti sia da attività di pesca che da acquacoltura. Il ristorante VIVO rappresenta un nuovo punto di incontro per chi vuole assaporare il lato più autentico del mare anche in cittàinternazionali che garantisce alti standard di sostenibilità per i prodotti derivanti sia da attività di pesca che da acquacoltura.

Il ristorante VIVO rappresenta un nuovo punto di incontro per chi vuole assaporare il lato più autentico del mare anche in città.

 

RISTORANTE VIVO
Presso CityLife
Piazza Tre Torri, 20145 Milano
Cell. +39 333 8827511
E-mail: milano@ristorantevivo.com Sito web: www.ristorantevivo.it

Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena, dal lunedì alla domenica, dalle 12.00 alle 23.30. Per la cena è consigliata la prenotazione.

PAPER MOON GIARDINO: L’ELEGANTE CASA CON CUCINA NEL CUORE DI MILANO

Paper Moon, da 40 anni salotto milanese d’elezione nel quadrilatero della Moda, raddoppia aprendo il ristorante Paper Moon Giardino in via Bagutta 12.
 
Il nuovo concept F&B trova spazio nel contesto neoclassico di Palazzo Reina e garantisce l’unico accesso al silenzioso giardino segreto dell’immobile dove gli ospiti possono trattenersi per un business lunch o una cena romantica.
Paper Moon, da 40 anni salotto milanese d’elezione nel quadrilatero della Moda, raddoppia aprendo il ristorante Paper Moon Giardino in via Bagutta 12.


Il pesce è protagonista della carta proposta nel nuovo locale con una selezione di piatti Senza fuoco, ma non mancano i Senza tempo della tradizione italiana come le linguine alle vongole veraci. Emoziona anche il beverage con etichette di pregio e un menu cocktail di tendenza.
 
Il design degli interni è stato realizzato dallo studio di Hong Kong AB Concept, che ha saputo concretizzare le ispirazioni di Stefania Galligani e Claudio Bertoni – proprietari del ristorante – valorizzando e dando specifica identità a ogni area. Elementi chiave del décor sono le luci, che richiamano le geometrie dei magnifici soffitti affrescati, e gli specchi che amplificano gli ambienti e la luminosità.

Bauli porta a Milano Coffee Festival l’american style dei suoi Muffin XL

La storica azienda veronese porterà al Milano Coffee Festival l’atmosfera delle Bakery USA con i suoi golosi e deliziosi Muffin XL. La novità Bauli è protagonista anche di una campagna di comunicazione articolata nelle città di Milano, Roma, Bologna e Torino.

 

In occasione di Milano Coffee Festival, Bauli sarà presente con la speciale Bauli Bakery: un allestimento esclusivo che farà vivere l'atmosfera tipica delle caffetterie e delle bakery d’oltreoceano. Un’area dedicata a coloro che desiderano intrattenersi con giochi e piacevoli letture assaggiando il Muffin XL: una morbida proposta ideale da gustare in tutta la sua golosità XL sorseggiando un buon caffè.
L’appuntamento con il primo grande evento italiano sul caffè è dal 19 al 21 maggio al Base di Milano, in Via Tortona 54, con un ampio programma di attività sul tema ​Caffè.
 
Il gusto si fa grande
Inoltre, nelle città di Milano, Roma, Bologna e Torino, Bauli sta promuovendo i nuovi Muffin XL con numerose affissioni. Non poteva mancare la personalizzazione Muffin XL di tre tram che fino al 13 maggio a Milano faranno circolare il payoff Il gusto si fa grande.
Con #MeraviglioseAbitudini Bauli, attraverso le pagine social, racconta come ogni momento quotidiano sia meraviglioso coi suoi prodotti.
 
Le pause degli italiani in formato e golosità XL
Due le varianti soffici e avvolgenti, proposte da Bauli, per provare la dimensione dei Muffin XL american style: Doppio CacaoCioc, muffin a pasta chiara, e Triplo CacaoCioc, muffin a pasta scura, ispirate alla ricetta tradizionale, ricca anche in termini di porzione (110 grammi). La particolarità dei Muffin XL è la generosa farcitura di cioccolato in una pasta soffice e ricoperta da golose pepite in superficie.

PANINI E MENU' SOLIDALI

Partita la Milano Food City le occasioni di parlare di cibo, ma anche di assaggiarne tanto, diverso e buono, sono moltissime.

Noi ve ne suggeriamo due, particolarmente ghiotte, ma, soprattutto, buone, perché destinate a fare del bene ai bambini che, a causa di una patologia cronica, necessitano delle cure specializzate ed amorevoli della Clinica Pediatrica De Marchi.

L'idea è semplice, quando avete fame, potete optare per due scelte:

- Il Panino Solidale che potete acquistare in tutte le filiali di Panini Durini che doneranno 1 € per ogni acquisto (operazione attiva fino al 31 maggio);

- Il Menu Solidale che propone Luini, lo storico regno del panzerotto, che donerà parte del ricavato (operazione attiva fino al 31 maggio).

 

La proposta arriva dalla Fondazione G. e D. De Marchi, istituzione cittadina che accompagna la vita della Clinica in tutti i suoi aspetti, garantendo la miglior assistenza possibile ai bambini colpiti da gravi malattie croniche. Un impegno che si rivolge sia alla cura che agli aspetti legati all'integrazione sociale dei piccoli pazienti.

Il Panino solidale di Durini è reso possibile anche al contributo di Salumi Pasini ed è farcito dal loro iconico prosciutto cotto, provola affumicata, pomodoro fresco e patè d'olive nere.

Il Menu solidale di Luini prevede 2 panzerotti a scelta ed una Coca-Cola.

 

A volte, alle difficoltà della cura di una malattia si aggiungono le difficoltà economiche, dovute a trasferte, alle assenze dal lavoro per stare accanto al bambino malato o alla frequente perdita del posto di lavoro da parte di uno dei genitori.

In un periodo di crisi come quello attuale non è infrequente che anche il secondo genitore possa perdere il lavoro, con conseguenti difficoltà a mantenere la famiglia, comprare i beni di prima necessità e pagare l'affitto. Le tensioni e le difficoltà che nascono in una famiglia in difficoltà economica hanno, per forza di cose, una ricaduta sul benessere psico-fisico del giovane paziente. Per questo motivo la Fondazione De Marchi si fa carico di assistere economicamente le famiglie più bisognose, garantendo al bambino la serenità del suo nucleo famigliare. In taluni casi oltre a un supporto fisso mensile, la Fondazione è chiamata a coprire spese impreviste e straordinarie (vestiario, piuttosto che materiale per lo studio o per le cure dei piccoli pazienti).

 

Ogni bambino che torna a sorridere è una battaglia che abbiamo vinto!

ASIA DESIGN PAVILLON: Per la prima volta a Milano un grande progetto coordinato dedicato al design asiatico.

La design week più cosmopolita al mondo si è arricchita di nuovi contenuti che ne ampliano la visuale sulle tendenze internazionali: per la prima volta Milano ospita ASIA DESIGN PAVILION (ADP), la piattaforma espositiva e di comunicazione, con il patrocinio del Comune di Milano, pensata per valorizzare e presentare in modo unitario la multiforme scena creativa asiatica e rinsaldare il dialogo tra Oriente e Occidente. Atlante geografico alla mano: all’ASIA DESIGN PAVILION, si spazia dal medio all’estremo Oriente per restituire in tempo reale una fotografia di alcune aree che nell’ultimo decennio sono cambiate velocemente, innescando spirali di trasformazioni radicali ancora in atto: Cina, Giappone, Thailandia, Cambogia, India, Corea, Singapore, Turchia, Iran e Qatar sono i paesi che saranno rappresentati da designer, studi e organizzazioni di design che hanno scelto il Fuorisalone per proporsi su un palcoscenico globale.

Non solo industrial o product design all’ADP che si pone come il barometro della creatività di questo continente, sfaccettato e composito, spaziando trasversalmente dall’arte contemporanea all’architettura, dalla moda al food.

 

Realizzato in partnership da Sarpi Bridge_Oriental Design Week, Milano Space Makers e

I_des italyshenzen.com, ASIA DESIGN PAVILION invade il grande hangar espositivo del Megawatt Court (via Watt 15, Milano) che diventa, per una settimana, un esteso hub multiculturale e multidisciplinare per respirare il mood innovativo, percepire i nuovi trend e toccare la progettualità  ravvisabili in questo spaccato, vivace e originale , del mondo orientale.

 

La piattaforma espositiva è il V.I.P. della design week, dove l’acronimo sta per “very important project”: meno risalto ai nomi famosi ma solo progetti importanti.

 

Diverse esposizioni animano l’ADP tra cui Slow Hand Design – Thai Popism per esplorare la cultura pop Thailandese attraverso oggetti di design dei vincitori del Thailand's Denmark Award; la collezione Kindred Spirits dello Studio Haus per contemplare il fascino della filosofia indiana e le linee colorate di Design Clinic India. Dall’Iran arriva la collezione Persian a firma del designer Mostafa Arvand; dal Qatar il designer artista Othman M. Khunji affronterà il nodo della discriminazione femminile con tre installazioni mentre la Cina presenta diversi progetti coordinati dal World Art Center di Pechino oltre ai progetti di due famosi studi di architettura. West Line Studio attraverso un'installazione accompagnerà i visitatori a conoscere due progetti culturali/architettonici della provincia di Guizhou, Chetian Cultural Center e Shui Cultural Center mentre Lifeng Lin mostra invece come l'architettura può influenzare i comportamenti dell'essere umano attraverso il suo Human Define Form. Per il Giappone c'è la poliedrica designer Kazuyo Komoda con il progetto Joy, hospitality e food experience , in collaborazione con BK1.

Infine, si può ammirare il design di Heritage Sang Il a firma del designer coreano Jeong Sang Il ed una collettiva di gioielli nati dalla collaborazione tra famosi designer internazionali e giovani cambogiani.

 

L’arte contemporanea è rappresentata da  contenuti eccezionali. La DSL collection presenta in Italia per la prima volta la più importante collezione al mondo di arte contemporanea cinese:  il Museo VR di Dominique e Sylvain Levy gestito da Karen Levy.

Altri artisti saranno presentati da gallerie e studi partner di ADP come Zhangh Hongmei e Su Qe Di da Diffusione Italia International Group, Byungchan Lee e Seungyea Park dal coreano STUDIO AKKA in H projects, Le Guo dalla HUA GALLERY di Londra, Umberto Dattola dalla Pg Art Gallery di Istanbul e Anna Roberta Bria Berter.

Un progetto speciale è quello dell'artista cinese Yuehui Liu che, in collaborazione con CHATEAU d'Ax, ha personalizzato dal vivo i divani, rendendoli esclusive opere d’arte che verranno battute ad un’asta di beneficenza.

Un immersive environment è l’installazione ZhouHe dello studio cinese Rou Media Lab, in cui il visitatore viene coinvolto con modalità interattiva, mentre l’installazione Eco, nata da un progetto coordinato da FWstudio, lascia spazio ad un momento più introspettivo.

 

La piattaforma espositiva è valorizzata da un’area, ASIA produce-MI, creata in collaborazione con Sefa Design, che ospita gratuitamente prototipi di design accuratamente selezionati per essere proposti a potenziali produttori asiatici, confermando così la sua mission di connettore tra Asia e mondo occidentale per creare opportunità per i giovani e non solo.

Si può gustare cibo asiatico, bere Tofu drink grazie al progetto di design Tofoo di Xijing XU, Tian WU e Yue LIU, acquistare oggetti di design grazie al temporary store di HANDS ON DESIGN e libri grazie al temporary bookshop di LIMOND.

 

Dentro il padiglione Radio We trasmette live il programma Orient Express, mentre ARTEFATTA ha allestito il padiglione espositivo con grandi banner che permettono di ammirare artisti cinesi e coreani. L’area esterna è invece un affascinante giardino giapponese grazie a CRESPI BONSAI per un momento di pausa all’aperto. Il tutto per rinsaldare i ponti di collegamento tra la cultura asiatica e quella europea.

Infine nel quartiere Sarpi, là dove è nato il primo “bridge” tra Oriente ed Occidente grazie a Sarpi Bridge_Oriental Design Week, lo spazio Torre Liprando mette in mostra Zhang Hongmei creando così un legame artistico e di collaborazione con ADP.

RIVOLUZIONE TEMAKINHO: ADESSO ANCHE A DOMICILIO CON DELIVEROO


Da marzo il celebre brand di ristorazione nippo brasiliana raggiunge le case di Roma e Milano

Temakinho, il primo brand di ristorazione al mondo certificato Friends of the Sea, sigla una sinergia esclusiva con Deliveroo, unico servizio di food delivery che consente di fruire l’esperienza lifestyle del brand a casa propria.

Leader assoluto grazie a menu nippo-brasiliani serviti in ambienti dal forte design distintivo, a partire dal mese di marzo Temakinho apre le porte dei ristoranti di Temakinho Navigli e Magenta (Milano) e Temakinho Borgo (Roma) alla crescente rete dei commensali digitali del circuito Deliveroo.

Il DNA di Temakinho sarà veicolato anche a domicilio. La stessa cura riservata a ricette, impiattamento e location sono infatti presenti nel packaging studiato per il servizio a domicilio. Design ed ecosostenibilità – pilastri del marchio – si traducono nell’assenza di plastica e in kit dai colori naturali e attraenti, con quel fil rouge “giungla” che subito ricorda i ristoranti.

Ricette signature come petiscos, roll, temaki, ceviche e tartare regalano un twist contemporaneo al business lunch in ufficio, a una serata fra amici o a una cena romantica, assicurando un menu di altissima qualità.

“Dopo il servizio take-away, già disponibile in tutte le nostre location, siamo felici di offrire la consegna a domicilio ai clienti che non vogliano rinunciare ai piatti di Temakinho anche quando non possono recarsi fisicamente al ristorante – dichiara Linda Maroli, tra i soci fondatori del brand – Abbiamo scelto di lavorare con Deliveroo perché come Temakinho è una realtà internazionale e ci permetterà di mantenere alti standard qualitativi in tutte le destinazioni in cui sarà attivo il servizio (Milano, Roma e Londra), ma anche di tenere fede al nostro impegno di responsabilità sociale essendo una delle aziende più virtuose nel settore del food delivery”.

“Siamo orgogliosi ed entusiasti di avere tra i nostri partner uno dei brand più affermati e di tendenza del mondo della ristorazione come Temakinho, in grado di qualificare ancora di più la nostra offerta e il nostro servizio – commenta Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italy – Siamo certi che gli utenti di Deliveroo di Milano e Roma apprezzeranno questa bella novità e approfitteranno subito dell’opportunità per gustare comodamente a casa propria le specialità tanto amate e conosciute di Temakinho”.


Temakinho

Fondato in Italia nel 2012, Temakinho è oggi il leader europeo nel casual dining nippobrasiliano, con un ristorante a Londra, uno a Ibiza, tre a Milano e tre a Roma.
Il brand combina in maniera eclettica la tradizione culinaria giapponese con i sapori e aromi tipici del Brasile al ritmo di Jazz, Samba e Bossa Nova. L’unione di due continenti e culture opposte si concretizza in piatti che nascono dalla creatività degli Chef dei ristoranti, accompagnati da freschi cocktail a base di cachaca Mais Amor o dalla signature beer Mais Amor Cerveja.
Ogni ristorante ha un’insegna differente, la cui grafica è ispirata dai grandi tipografi della cultura vernacolare brasiliana, e un design unico che trae ispirazione dalle diverse regioni del Paese. L’attenzione verso materie prime di eccellente qualità e la scelta di utilizzare pesce proveniente da pesca o itticoltura sostenibili - elementi fondamentali del DNA di Temakinho fin dalla nascita - hanno permesso al brand di essere la prima catena di ristoranti al mondo a ottenere la certificazione Friend of the Sea nel 2016.
A partire dal 2014 Temakinho sostiene inoltre due progetti filantropici a Rocinha, la favela più grande del Brasile e di tutto il Sud America, insieme alla Onlus “Il Sorriso dei miei Bimbi”. Dopo aver contribuito al miglioramento e all’ampliamento di un asilo dedicato ai bambini fino a 10 anni per cui il brand si prende in carico delle provvigioni alimentari e di materiale didattico, Temakinho ha finanziato la ristrutturazione del Garagem das Letras e la costruzione dell’annesso Garage Culinario, uno spazio dove oltre 100 adolescenti possono trascorrere del tempo di qualità lontani dalla delinquenza, circondati da libri e imparando le basi del lavoro in cucina da una Chef professionista.


Deliveroo

Deliveroo è un servizio di food delivery fondato nel 2013 da William Shu e Greg Orlowski. Deliveroo lavora con oltre 30.000 tra i migliori ristoranti e con oltre 30.000 rider che garantiscono la migliore esperienza di food delivery nel mondo. Deliveroo ha sede a Londra e conta più di 800 persone impiegate nei suoi uffici a livello globale.
Deliveroo opera in città 200 città in 12 Paesi, inclusi Australia, Belgio, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Irlanda, Olanda, Singapore, Spagna, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito. In Italia Deliveroo è attivo a Milano, Roma, Piacenza, Firenze, Torino, Bologna, Monza, Verona, Padova, Bergamo, Brescia e Genova.
 

Apre in Brera a Milano PETRUS 1935

Urban Restaurant & Raw Bar

 

Apre in Brera, nella centrale via Fiori Chiari, PETRUS 1935 – Urban Restaurant & Raw Bar, nuovo locale dedicato al crudo di pesce, che ha scelto di proporre un ambiente dall’elegante stile scandinavo scaldato dalle note del Mediterraneo di Lampedusa.
 
Il Crudo qui è protagonista: Scampi e Gamberi Rossi di Linosa innanzitutto (gamberi che sul mercato sono indicati come Mazara per zona di pesca), e ostriche selezionate (tra cui le speciali Perle Rose e Migeon Viollet). Ma anche tartare di pescato del giorno, che non è sempre e solo tonno o salmone selvaggio, ma può essere oggi spada e domani ricciola.
PETRUS 1935 però è diverso dai più classici oyster-bar dell’immaginario comune, perché i proprietari, la famiglia Marveggio, forti di una ventennale esperienza nell’isola di Lampedusa (che si alterna ad un’attività invernale in Valtellina), hanno voluto proporre la loro idea personale di Raw Bar.
 
IL LUOGO - Originari di Sondrio, i Marveggio hanno scelto un quartiere di Milano, il Brera, che con le sue vie pedonali facesse ancora sentire loro la dimensione di paese.
Per l’insegna hanno mantenuto quella dell’Osteria in Valtellina che riprende il nome del nonno Pietro e la sua data di nascita, aggiungendo come logo lo stemma trovato sul camino della baita di famiglia a Bormio.
Nel momento in cui dovevano decidere stile e arredi, pensando anche ad un pubblico milanese attento e sofisticato, hanno virato su atmosfere post-industriali, con quelle linee pulite che caratterizzano il design nordico, fatto di materie prime lasciate grezze, come il ferro, il granito nero assoluto dei tavoli e le assi in legno massello di rovere del banco bar.
Spazi contenuti (38 coperti incuso il soppalco) con la possibilità di pasteggiare al bancone del bar (4 coperti) o di fronte alla cucina a vista (4 coperti), ambienti volutamente scuri, ma illuminati e resi accoglienti dalle lampade da tavolo Tetatet di Davide Groppi, capaci di esaltare le pietanze e le raffinate stoviglie di Serax che le accolgono.
 
LA CUCINA – In cucina comandano le materie prime e la stagionalità, quegli stessi ingredienti che i proprietari hanno imparato ad apprezzare e riconoscere nell’esperienza isolana, e quella stagionalità che detta le regole della carta, così come l’Osteria Petrus di Sondrio funziona durante i mesi invernali, e le attività di Lampedusa in quelli estivi.
I Crudi sono i protagonisti del RAW BAR: serviti su eleganti alzate (in formato medio, grande e royal) vogliono offrire il meglio del mare: “Scampi e Gamberi di Linosa”, ostriche (dalle Spéciales d’Irlande alle Spéciales Nomandie, dalle Migeon Viollet alle Perle Rose) anche in delicata versione fritta; ricci se di stagione e “Tartare di pescato del giorno”. A richiesta anche una selezione di Caviale Adamas, pregiato caviale di produzione italiana in provincia di Cremona disponibile – secondo stagione - nelle qualità Black, Aqua, Yellow e Green.
Tra le altre specialità di pesce non mancano le saporite “Acciughe di Lampedusa” accompagnate da pane fresco tostato e burro d’alpe e la “Zuppetta di Calamari, Cannellini e Timo”, entrambi rappresentanti di un comfort food che i nordici definirebbero hygge e che è poi come vuole essere l’atmosfera di Petrus 1935.
Dalla cucina escono primi piatti come gli “Gnocchi, gamberi e pistacchi”, colorati dal Sole del Mediterraneo, i classici “Tagliolini all’astice” e una pasta di carattere, gli “Spaghettoni alla Barberini” con datterino giallo, pecorino, basilico e peperoncino; ma anche un secondo dal gusto pieno come il “Cubo di spada del Mediterraneo”, un arrosto di spada  - accompagnato da un inaspettato purè freddo di patate al profumo di limone -  che così cucinato sa esprimere tutto il gusto del mare; senza dimenticare che le Verdure qui servite vengono dal verduraio di quartiere  e anche il pane è del fornaio di zona.
A dolce chiosa i dessert home made, tra cui il signature “Parfait di mandorle caramellate”, che ancora una volta chiama in causa l’amata Sicilia.
Esaustiva la Carta dei Vini: bianchi (italiani e francesi) e Champagne, con un paio di Pinot Nero e altrettanti Passiti, oltre Gin Tonic ricercati e cocktail classici da pre-dinner.
 
I PROTAGONISTI – Marco Marveggio (classe 1991), originario di Sondrio, è la giovane figura alla guida di Petrus 1935. Finiti gli studi di giurisprudenza e intrapresi quelli di notariato, quando capisce che le sue aspirazioni sono altre, comincia a seguire da vicino lo zio Nicola Marveggio, che per lui è come un padre (avendo perso il proprio da piccolo). I Marveggio sono una famiglia di commercianti, all’interno della quale Nicola si distingue ben presto come imprenditore, aprendo nel 2001 La Calandra Resort a Lampedusa, a cui è seguita nel 2011 il Porthotel, sempre a Lampedusa, diventando a suo modo “ambasciatore” dell’isola, e poi nella stagione invernale 2015 l’osteria Petrus 1935 di Sondrio.
La decisione di aprire Milano, nasce proprio dalla volontà di portare in città – senza pretese ma con onestà e un elegante stile urbano, colori e bontà degli ingredienti lampedusani, affidandone la guida al nipote Marco per aprigli così una strada e per poter nello stesso tempo continuare a gestire le altre realtà di famiglia.

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